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Il blog della città di Milano

Archivio per luglio, 2010

Lo ammetto, l’ho sempre odiato. Oggetto inelegante, assimilabile al marsupio, fonte di imbarazzo quando lo sfoggiava mio padre che ne possedeva uno grande come un trolley ma da portare sotto l’ascella.

Insomma a me il borsello non è mai piaciuto. Però mi sono dovuta arrendere alle incoerenze del mio marito ragioniere, preciso al limite dell’autismo su bilanci e bilancini ma perso in un caos esistenziale su qualunque cosa sia cartacea. Per lui la faccenda del verba volant non vale, la carta, quella sì, se ne vola a destra e a sinistra.

Avevamo documenti e soprattutto nostre bollette non pagate dovunque, soprattutto nelle macchine altrui. Presa dalla disperazione e dalle telefonate del nostro amministratore di condominio per spese non pagate, ho deciso di comprargli per il suo compleanno in gennaio il borsello.

Ho aspettato un po’ a tirare le conclusioni e ho deciso che..bà…dai….gli dona. Mi ricorda Brad Pitt mentre corre incontro ad Angelina Jolie in un ‘intervista su Io Donna con borsello svolazzante….

Ne ho preso uno bello, fatto per durare di The Bridge linea Wayfarer , se lo mette a tracolla e soprattutto quando indossa i pantaloni rosa o viola ha quell’aria un po’ radical-chic che è la morte sua. Gliel’ho visto anche su un completo scuro modello funerale dello zio acquisito e anche lì non stonava, anzi, sapeva di giovane bussiness man impegnato.

La  faccenda si è semplificata, adessso le nostre cose importanti da pagare sono tutte lì dentro, spesso non pagate. Il borsello sì è ispessito diventando grosso come il mio Zanichelli del 1994 e pesa un po’ di più ma lui non se ne separa mai, è diventata la sua appendice e lo distingue nella folla. In più non ha il bozzo da portafogli e le mane libere.

Secondo me l’unica considerazione è l’altezza. L’omino deve essere alto perchè come oggetto non slancia. Per il resto sostengo che sia una bella idea regalo.

Baci

Lila

Voto: 3.00 su 5

C’è un bel periodo della nostra vita in cui siamo noi da dare una forma al vestito, pantaloni, gonne che indossiamo. Poi però, per molte, arriva il momento in cui l’abito ci deve aiutare.

Ho trovato questo negozio a Milano in Via Bertani 16 angolo p.zza Sempione, si chiama Fashion Park . E’ il tipico posto dove  si trova bene chi non ama i logo ma la qualità sartoriale sì.  Ci sono esposti abiti della taglie medie , 42 – 44, che vengono ritoccati o completamente rifatti a secondo dei casi e delle “curve” di ogni cliente.

E’ un posto con uno stile ben definito, direi vagamente anni ’60, tubini, gonne sopra il ginocchio, smanicati e cappotti ( si passa da una 46 reale ad una 42 estetica perchè vestono benissimo). Sicuramente non è un posto da squinzie con la coscetta di fuori o le chiappe al vento. E’ un posto per chio si vuole ben vestire, a svestirsi sono capaci tutte. Più Carolina di Monaco che Lady Gaga.

Ogni acquisto dà un senso immediato di unicità, è solo nostro senza mai essere eccessivamente appariscente. Il fatto che abbiano a disposizione un ‘ intera gamma di accessori ( scarpe, borse e collane) aiuta a completare ogni acquisto con gusto. Le proprietarie sono giustamente sincere, pronte a stroncare qualcosa se pensano che non ci doni e ad indirizzarci verso tagli più adeguatib che non urti il loro senso estetico.

Non voglio mentire, non ha i prezzi dell’Oviesse. Per adesso la mia esperienza si basa solo sulla collezione primavera/estate dove gli abiti andavano dai 150 ai 500 euro e i cappottini primaverili sui 250 però sono pezzi inimitabili e personalmente ho speso a volte di più senza un decimo della qualità del Fashion Park.

Per esempio a ottobre ho acquistato un cappotto di Penny Black del valore di 300 euro ed è da buttare. Quest’anno non mi fregano, vado al Fashion Park e se ho capito bene come funziona, mi compro un cappottino che mi accompagnerà fino al mio quarantesimo compleanno.

Potreste visitare il sito www.fashionpark.it  in modo da farVi un ‘idea. Insomma, se entrate chiedendo un jeans a vita bassa la sig.ra Mary potrebbe tentare di farVi un esorcismo a base di jersey. 

Come al solito, se ci andate fatemi sapere.

Un bacio

Lila

Voto: 4.00 su 5